MARISOL

LETTERA DAL FRATELLO ANJUN

È difficile descrivere chi e cosa sia stata e sia tutt’ora Marisol per me. Avrei mille e mille cose da dire. Marisol è sempre stata la mia spalla, la mia complice, la persona con cui ho vissuto fianco a fianco per quasi 18 anni. Fin da quando eravamo piccoli siamo stati sempre molto fortunati, abbiamo viaggiato, vissuto emozioni, fatto esperienze che in pochi possono fare addirittura in un’intera vita. Marisol è sempre stata dalla mia parte, è stata la persona che mi aiutava a convincere mamma e papà, che nascondeva loro le mie cavolate, che mi ha sempre sostenuto e supportato in qualsiasi scelta io abbia fatto. Ancora ricordo quando insieme abbiamo esultato per il mio primo contratto in serie a2, ancora ricordo quando ha disegnato un mega striscione per venire a tifare per me nell’esordio nel nuovo campionato, ancora ricordo la sua felicità nel vedermi vivere un sogno.

Attraverso me quel sogno lo ha vissuto anche lei. Era bellissimo vederla venire agli allenamenti, alle partite, sentirla quando tifava da casa, sempre con gli occhi vispi e carichi di emozione.
È stata la persona più importante per me, c’è stata per me in ogni step della mia crescita, non lasciandomi mai solo. È stata la persona con cui mi sono confrontato quando avevo dubbi, che mi ha confortato, sempre con ironia e leggerezza, quando stavo male, con cui ho esultato quando ero felice. Adoravo vederla felice, portarle le cose che mi chiedeva, andare a fare un giro in macchina, fare due passaggi a casa. Non mi ha mai fatto sentire solo, non all’altezza, perso. Il mondo mi sarebbe potuto cadere addosso, ma avrei avuto sempre e comunque lei dalla mia parte.
Quando sono andato via di casa è stata la luce per mamma e papà. Ha illuminato le loro giornate riempiendole di amore, gioia, e perché no, anche tante incazzature! Ancora ricordo quando mi chiamava, mi diceva di aiutarla a convincere mamma e papà a farla tornare mezz’ora più tardi, a farla restare con le amiche, a permetterle di fare tutto ciò che la sue irrefrenabile vitalità la spingeva a fare.
Sono mesi che io non mi sento più io, che mi sento perso, solo. Ma sono convinto che lei sia ancora con me in qualche modo. Lei è la ragione per cui ogni mattina mi alzo e cerco di mantenere la promessa di poterla rendere fiera di me. È la mia luce, il mio posto sicuro, la persona a cui mi affido quando sembra che nulla vada come deve andare.
E sono sicuro che per chiunque l’abbia conosciuta lei sia la stessa identica cosa.
Una piccola perla in un abisso di nero, un appiglio a cui aggrapparsi quando si cade, una motivazione e un’ispirazione.

Un’ispirazione a vivere con leggerezza, con il sorriso, a fare ciò che il cuore dice di fare con spensieratezza e ad infondere amore.

Quell’amore che lei ha lasciato in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di essere al suo fianco, per un passo o per un’intera camminata.

Anjun